Freya è una goletta in legno lunga 18 metri, varata nel 1981 su disegni del Maestro della progettazione classica Carlo Sciarrelli. Dopo una serie di interventi realizzati presso il Cantiere Valdettaro alle Grazie di Porto Venere, tornerà presto sui campi di regata per partecipare ai raduni di barche storiche. Tra questi “Le Vele d’Epoca dell’Alto Tirreno – Trofeo Valdettaro”, in programma nel Golfo della Spezia dal 23 al 25 maggio 2025, che vede il cantiere coinvolto nell’organizzazione. Nel frattempo nuove maestranze, di età inferiore a 20 anni, stanno imparando il mestiere del carpentiere navale sotto la guida di esperti ebanisti. Saranno loro che in futuro porteranno avanti la tradizione del restauro delle barche in legno di questa realtà della cantieristica, ormai prossima a compiere 110 anni da quando è stata fondata nel 1917.
Di Paolo Maccione – Marzo 2025
Fotografie di Paolo Maccione
CANTIERE VALDETTARO 2025, IL VIDEO YOUTUBE
FREYA, LA GOLETTA A VELE DI TAGLIO DEL MAESTRO SCIARRELLI La poppa di Freya, con la caratteristica forma 'a cuore', presente in tanti progetti di Carlo Sciarrelli (Foto P. Maccione)
“Dopo una serie di interventi realizzati nel corso dell’inverno, sia sullo scafo che all’alberatura, presto Freya riprenderà il mare per partecipare ad alcune tra le più belle regate di vele d’epoca del Mediterraneo”. Così Alessio Donno, Direttore Operativo del Gruppo Valdettaro, conferma il ritorno presso il cantiere alle Grazie di Porto Venere di una delle più belle imbarcazioni disegnate dal triestino Carlo Sciarrelli, il Maestro della progettazione classica scomparso nel 2006. Freya è uno ‘staysail schooner’, goletta a vele di taglio costruita in legno di mogano nel 1981 dal cantiere triestino Mariano Craglietto. Lunga 18 metri e larga 4,70 metri, ha un pescaggio di 2,40 metri e una superficie velica di 150 metri quadrati. Per diversi mesi le maestranze del cantiere sono intervenute sull’opera morta dello scafo, precedentemente sverniciata, ripristinando la compattezza del ‘fasciame accostato’ tramite operazioni di rinvergatura, ovvero l’inserimento di sottili listelli di legno opportunamente sagomati e incollati con resine epossidiche. Stessa operazione per gli alberi di maestra e di trinchetto, realizzati in legno di silver spruce, lunghi rispettivamente 23 e 20 metri. Scafo e alberatura verranno protetti con 12 mani di vernice trasparente.
OGNI ANNO 5000 MIGLIA DI MARE Vista da prua verso poppa della coperta di Freya (Foto P. Maccione)
L'albero di trinchetto di Freya, costruito in legno di silver spruce e lungo 20 metri (Foto P. Maccione)
Freya, inizialmente commissionata da una famiglia di Bolzano, è appartenuta successivamente a Daniele Canelli (in seguito armatore del ketch aurico Javelin del 1897), che tra il 1996 e il 1998 l’ha impiegata per compiere due traversate oceaniche con tappe in Spagna, Guadalupa, Venezuela e Portogallo. Ha preso parte a numerose competizioni tra cui la Barcolana, la Brindisi-Corfù, la Giraglia, le regate di vele d’epoca in Spagna a Mahon e Barcellona e le Régates Royales di Cannes, in Francia. Dal 2006, con l’armatore Luca Celeghini, ha ottenuto importanti piazzamenti ad altre manifestazioni come la ‘151 miglia’ ed è sempre tornata alla Giraglia. Ogni stagione percorre circa 5000 miglia di mare. Nel solo 2024, al comando del graziotto Marco Maggiani, ha raggiunto Rodi, attraversato lo Stretto di Corinto, fatto sosta in Croazia, a Trieste e compiuto il periplo dell’Italia fino alle Grazie, suo porto di stazionamento.
I 65 ANNI DEL CORSARO II DELLA MARINA MILITARE Corsaro II, lo yawl bermudiano del 1960 della Marina Militare (Foto P. Maccione)
L'ebanista Daniele Pollastro accanto al timone di Corsaro II appena restaurato e riverniciato (Foto P. Maccione)
Nel 2025 compie 65 anni dal varo lo yawl bermudiano Corsaro II della Marina Militare, costruito nel 1960 dal Cantiere Costaguta di Genova Voltri su progetto dello studio americano Sparkman & Stephens. La barca, lunga 21 metri, ha navigato su tutti i mari del pianeta e il suo primo comandante è stato l’eroe della vela italiana Agostino Straulino, all’epoca Capitano di Fregata, di cui lo scorso anno sono stati celebrati 110 anni dalla nascita e 20 anni dalla sua scomparsa. Lo scorso anno Corsaro II era stata già sottoposta a un importante restauro. Prima della nuova stagione di mare, ai fini del mantenimento in perfetta efficienza, si è intervenuti su una componente dell’ossatura di prua sul lato di dritta, sulla verifica delle lande previo smontaggio di una parte dell’arredamento interno, sul tambuccio di discesa sottocoperta e sul restauro del bel timone in legno ad 8 caviglie, protette da una ruota in acciaio rivestita in pelle. La barca, che continuerà ad essere adibita all’addestramento velico degli allievi ufficiali dell’Accademia Navale di Livorno, si aggiunge alle altre imbarcazioni della Marina Militare, come Artica II, Capricia, Chaplin e Gemini, che nel corso degli anni sono state già oggetto di interventi presso il Cantiere Valdettaro.
GIOVANI MAESTRANZE AL CANTIERE VALDETTARO I giovani al Cantiere Valdettaro, da sinistra Azim, Mahamadou, il Direttore Operativo Alessio Donno, Daniele Pollastro, Pietro, Gabriele Bernasco (Foto P. Maccione)
Il team Valdettaro, da sinistra Alessia Zambelli, il Direttore Operativo Alessio Donno, Andrea Mora e Mattia Rolla (Foto P. Maccione)
Da tanti anni all’interno del Cantiere Valdettaro viene promossa la formazione dei giovani, affinchè possano imparare i mestieri legati alla tradizione navale, alla cantieristica e al restauro di imbarcazioni. Tra questi Azim, Mahamadou e Pietro, provenienti dai corsi di Operatore del Legno istituiti sul territorio e dalla Artwood Academy. Assunto in cantiere anche Gabriele Bernasco, da poco maggiorenne, ex studente della scuola di formazione professionale Cisita della Spezia e nipote del bisnonno Alessandro Valdettaro. Gabriele aveva già dimostrato le proprie capacità in occasione del recupero di Nella, lancia a remi vincitrice nel 1933 del Palio del Golfo. La trasmissione degli insegnamenti di carattere pratico sono affidati a Daniele Pollastro, esperto ebanista del Cantiere Valdettaro. A questi si aggiungono altri giovani come Antonio, addetto al reparto verniciatura, Alessia e Andrea all’Ufficio delle Grazie e Mattia, neo diplomato al corso ITS di Marina Yachting Manager. Saranno loro le maestranze e i professionisti del futuro.
DAL 23 AL 25 MAGGIO 2025 “LE VELE D’EPOCA DELL’ALTO TIRRENO – TROFEO VALDETTARO” Freya in navigazione nel Golfo della Spezia (Foto P. Maccione)
Dal 23 al 25 maggio 2025, per il secondo anno consecutivo, il Cantiere Valdettaro sarà coinvolto nel raduno di barche storiche “Le Vele d’Epoca dell’Alto Tirreno – Trofeo Valdettaro”, evento organizzato dalla Lega Navale Italiana sezione della Spezia, insieme alla Sezione Velica della Marina Militare, con la collaborazione tecnica dell’ASD Forza e Coraggio delle Grazie e il fondamentale supporto del Cantiere Valdettaro. Potranno partecipare gli Yacht d’Epoca, Classici, Storici, Classic IOR, la Classe 5.50 Metri S.I. (Stazza Internazionale) e i Classe Libera che soddisfino criteri di storicità. Dopo l’arrivo della flotta alle Grazie di Porto Venere, previsto a partire dalla giornata di lunedì 19 maggio, da venerdì 23 a domenica 25 maggio si svolgeranno le tre regate in programma, una in più rispetto alla precedente edizione. Presente anche l’Associazione Vela Tradizionale con una flotta di imbarcazioni a vela latina provenienti da tutta Italia, che disputeranno il “Trofeo del Marinaio”. Sabato sera 24 maggio gli equipaggi si ritroveranno per la tradizionale cena offerta dal Cantiere Valdettaro, con il titolare Ugo Vanelo che farà gli onori di casa ai regatanti intervenuti.
INFORMAZIONI
www.valdettaro.it
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